Principe 的个人资料Datemi una Maschera e vi...照片日志列表更多 ![]() | 帮助 |
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6月15日 Gli AltriSembra che esista una struttura di altri a cui noi ci dobbiamo conformare. Ogni nostra azione non sarebbe perciò libera ma in funzione di altri, guidata da altri, decisa da altri. Ma è proprio così? Mah, io non credo, o perlomeno non credo che gli altri ci influenzino così tanto. In fondo ognuno possiede il libero arbitrio ed è teoricamente libero di fare, pensare e dire quello che vuole. Molto spesso però dobbiamo porre dei freni alle nostre parole e ai nostri comportamenti, perché se non lo facessimo rischieremmo di dire o fare cose che vanno contro il bene di altre persone. Ecco il punto: noi siamo condizionati dalle altre persone nella misura in cui noi influiamo sulla loro vita. In altre parole: è ovvio che una persona con la quale non ho nessuna interazione non può influenzarmi, mentre una persona con cui intrattengo una relazione, più o meno profonda, determina le mie scelte ed i miei comportamenti. Ma la misura in cui questa persona mi può influenzare è proporzionale al tipo ed all’importanza del legame che ci unisce. Quindi non ha senso preoccuparsi del parere delle persone con la quale non abbiamo un rapporto stretto o con la quale abbiamo un legame che, in fin dei conti, non ci interessa più di tanto. Anzi, forse sarebbe meglio addirittura non averne affatto di rapporti con certe persone. Se noi ci lasciamo influenzare da altri è perché le relazioni che condividiamo sono per noi importanti e convenienti da mantenere. In ogni caso un legame non può essere buono se non è fondato sulla stima, la fiducia e l’affetto reciproco. In effetti una relazione può essere duratura anche senza stima o fiducia reciproca, ma in tal caso l’unico criterio che la fa stare in piedi è quello dell’utile. Insomma, le nostre azioni devono essere condizionate solo da persone che riteniamo importanti; non possiamo dunque fare o dire quello che vogliamo al cento per cento, ma possiamo comunque sempre pensare qualsiasi cosa. La Paura della MorteChe cos’è la morte? Abbiamo tutti dentro una paura profonda, ancestrale, verso di essa.Ma è giusto questo? Forse la morte è veramente necessaria ed importante, e non solo per noi ma piuttosto per tutti gli altri individui. La morte sembra dover essere il male minore, la scelta obbligata fatta quando si arriva al punto tale che i vantaggi del morire sono maggiori dei vantaggi del vivere. Ma perché si arriva a questo punto? Non si potrebbe rimanere sempre uguali, immutabili e perfetti? Evidentemente no, altrimenti non saremmo uomini ma dèi. Come diceva Epicuro, è assurdo avere paura di morire, perché dopo morti non esistiamo più, quindi non soffriamo né sentiamo dolore. E come la mettiamo col momento del trapasso? Beh, in effetti non è assolutamente un trapasso, perché non si va in nessun altro luogo, piuttosto è una fermata irrevocabile. Quindi di che preoccuparsi? Non ha senso chiedersi se l’ultimo atto sarà doloroso, in fondo se ne passano di guai durante l’intera vita. Non riusciamo a sopportare questo dolore? E poi, chi l’ha detto che deve fare per forza male? È mai tornato indietro qualcuno a dirlo? No, non dobbiamo aver nessun timore della morte, l’unica cosa che può far male è la separazione dai propri cari. Ma allora basterebbe non affezionarsi a nessuno, così poi la morte non sarebbe dolorosa. Ma tutta la vita senza affetti? Bisogna vivere la vita senza preoccuparsi tanto della morte, perché una volta morti non sentiremo né dolore, né sofferenza, né nostalgia. È talmente ovvio. |
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